Teatri condominiali: cosa sono e dove sono i nuovi siti UNESCO italiani

Quando a luglio di quest’anno il Comitato del Patrimonio Mondiale si è riunito e ha decretato che il 62° sito UNESCO italiano è 'Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale", non tutti sapevano che cosa sono e dove sono.
Nov 1 / Valentina Romeo

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Cosa sono i teatri condominiali

Il termine ‘condominiale’ non indica uno stile architettonico, ma un modello di proprietà. Infatti, questi teatri sono nati dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la costruzione, la gestione e la fruizione. Chi comprava un palco ne diventava proprietario a tutti gli effetti, con un titolo che si trasmetteva per eredità.
Sono stati costruiti nel cuore di città di piccole e medie dimensioni e sono diventati luoghi di incontro dove si organizzavano eventi e si formava l’opinione pubblica, nel periodo di ascesa della classe borghese e di ampliamento dell’accesso alla cultura.
Si tratta di teatri pubblici con sala all’italiana: palchi disposti su più livelli, sale progettate per ottenere la migliore acustica e visibilità possibili, platee, foyer e macchinari scenici dell’epoca.

Quali sono i dieci teatri condominiali patrimonio UNESCO

Otto dei dieci teatri sono nelle Marche, che sono chiamate anche "la regione dei cento teatri", uno in Umbria e uno in Emilia-Romagna.
Nelle Marche troviamo il Teatro Giovanni Battista Pergolesi di Jesi, il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il Teatro Serpente Aureo di Offida, il Teatro dell’Aquila di Fermo, il Teatro Lauro Rossi di Macerata, il Teatro Feronia di San Severino Marche, il Teatro Gentile da Fabriano e il Teatro Bramante di Urbania.
In Emilia-Romagna il sito comprende il Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria, nell’entroterra di Rimini.
In Umbria è stato iscritto il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, la sala che ospita il Festival dei Due Mondi.
La proposta italiana iniziale era più ampia e comprendeva diciotto teatri: quattordici nelle Marche, due in Emilia-Romagna e due in Umbria. Il Comitato ne ha iscritti dieci, selezionando i teatri condominiali più rappresentativi, perché la loro alta densità e qualità sono caratteristiche dell’Italia centrale.

Perché l’UNESCO li ha riconosciuti

I teatri condominiali documentano il passaggio dei teatri da luoghi di intrattenimento riservati ai vertici della società a istituzioni culturali al servizio dell’intera comunità. Non è quindi un riconoscimento estetico: è un riconoscimento a un meccanismo sociale che ha cambiato la funzione di un tipo di edificio.
Inoltre, questi teatri sono tutti ancora oggi in uso e ospitano stagioni teatrali, concerti e festival, a differenza di molti edifici storici trasformati in musei.

Come visitarli

Tutti e dieci sono teatri attivi, quindi la logica di visita è diversa da quella di un monumento. Alcuni si possono vedere con una visita guidata, altri comprando un biglietto per uno spettacolo. Orari e modalità variano da sala a sala e cambiano tra stagione teatrale e mesi estivi quindi è meglio verificarli sul sito internet del singolo teatro o del Comune prima di organizzare il viaggio.

Testo adattato da: 
https://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/arte-e-cultura/teatri-condominiali-nuovi-siti-unesco-italia
Foto presa da:
https://www.fermomusei.it/musei/teatro-dellaquila/