Campionato Mondiale di Pesto Genovese 2026: la vincitrice ha 85 anni

Cosa serve per diventare campioni del mondo di pesto? In questo articolo scoprirai l'incredibile storia della vincitrice del Campionato Mondiale di Pesto Genovese 2026, che a 85 anni ha conquistato il primo posto. Leggi un articolo autentico, arricchisci il tuo vocabolario con parole ed espressioni interessanti e metti alla prova la tua comprensione con esercizi dedicati. Un modo coinvolgente per imparare l'italiano attraverso storie vere, curiosità e attività pratiche.
Jul 1 / Valentina Romeo

Leggi e ascolta l'articolo e fai l'esercizio di comprensione e vocabolario.

Carla Pensa, 85 anni di Neirone (piccolo paese in provincia di Genova), è la vincitrice del Campionato Mondiale di Pesto Genovese 2026.
All'annuncio del suo nome la signora Pensa è rimasta senza parole e si è commossa. Impugnando il pestello con un'incisione d'oro del valore di tremila euro che ha ricevuto in premio, ha guardato incredula i giudici.
«Non me l'aspettavo proprio di vincere, non lo avrei mai immaginato», ha detto poi ai giornalisti. Anche perché la signora Pensa è arrivata al Campionato per caso, dopo essere stata “ripescata” in seguito a una rinuncia last minute. «Io il pesto lo faccio sempre a casa mia. Mi regolo sul quanto basta, come faceva la mia mamma. Da lei ho imparato anche che il migliore è il basilico più dolce», ci ha raccontato.

Una festa della cucina italiana

Ma, come sempre succede durante questa meravigliosa festa, hanno vinto tutti: ha vinto Genova che ha celebrato ancora una volta con grande partecipazione la sua eccellenza culinaria più famosa; ha vinto la cucina italiana appena dichiarata patrimonio umanità dell'Unesco; hanno vinto tutti quelli che hanno portato al Campionato la loro storia di famiglia e la loro passione per un tradizione più contemporanea che mai.

I concorrenti del Campionato Mondiale di Pesto Genovese 2026

Anche quest'anno i semifinalisti erano 100: uno spaccato di mondo, dalla nonnina veterana del campionato Maria Carbone (classe '34) alla concorrente più giovane, Gaia Amantini, di 22 anni. E poi tantissimi dall'estero: Germania, Stati Uniti, Spagna, Francia e Canada, e non solo. C'erano tanti giapponesi e l'hawaiano Stanley Wales, talmente appassionato da aver scritto anche un libro sul pesto. E poi la sudafricana Christelle Minnaar e Jennifer Lau, di New York, grande ammiratrice della cucina italiana che ha imparato a fare il pesto guardando i tutorial su YouTube.
Gli italiani in gara, invece, hanno raccontato di avere imparato a fare il pesto dalle nonne. Molti genovesi sono arrivati in finale con il proprio mortaio: cimelio che ogni ligure custodisce - giustamente - con gelosia. Ne abbiamo visti tanti, tra cui un mortaio dell'800 di una famiglia che in casa ne ha anche un altro appartenuto a Garibaldi.

Quali sono gli ingredienti del vero pesto genovese?

Ogni concorrente del Campionato ha a disposizione gli stessi ingredienti, cioè i 7 della ricetta ufficiale del pesto genovese: pinoli italiani, aglio di Vessalico, basilico genovese DOP, olio extravergine di oliva “Riviera ligure” DOP, parmigiano reggiano stravecchio, pecorino sardo stagionato e sale grosso delle Saline di Trapani.
Nonostante questo, ogni pesto è stato diverso. Manualità e gestione dello spazio di lavoro, finezza del pestato, cremosità, colore e soprattutto armonia dei sapori sono stati 5 criteri in base ai quali i giudici sono stati chiamati a valutare. Una scelta tutt'altro che facile perché anche quest'anno il livello dei concorrenti è stato molto alto. Ma è altrettanto vero, come dimostra la vittoria della signora Carla Pensa, che la storia, l'esperienza, la tradizione, in cucina sono sempre degli assi nella manica.


Testo adattato da ‘La cucina italiana’, https://www.lacucinaitaliana.it